Food&Wine

3 agosto 2020 IL MONFERRATO E’ AUTENTICO, HIC ET NUNC!

ViA(E) del Piemonte ci porta a scoprire le “Botteghe d’Italia”. Prima tappa Vignale Monferrato

I motivi per andare fieri del Piemonte sono numerosi, a partire dal riconoscimento UNESCO conferito ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, e dal 4 agosto il Monferrato ha un motivo in più di orgoglio: la sala degustazione della “cantina trasparente” HIC et NUNC di Vignale apre agli appassionati avvolgendoli di paesaggio.

 

Cambia così il paradigma della cantina da luogo tradizionalmente nascosto a spazio per un’esperienza trasformativa che, offrendo uno sguardo privilegiato a raso sui vigneti, fonde in un continuum prodigioso il calice di vino e la vigna, come un taumatropio delle origini del cinema.

 

Se l’attaccamento alle radici di pavesiana memoria è facilmente rintracciabile anche in Monferrato in contesti in cui la tradizione vitivinicola è stata tramandata di generazione in generazione o è espressione di un ritorno alla terra natia, Massimo Rosolen, di origine friulane, con base nel bergamasco e spirito apolide, è un’interessante eccezione.

Affermato imprenditore nel settore servizi e formazione, otto anni fa decise di diversificare gli investimenti della holding di cui è proprietario puntando sul vino, una passione di famiglia.

 

Perché il Monferrato? “È stata una fortunata coincidenza che mi ha portato qui,” – racconta Rosolen – “in un viaggio di perlustrazione con mio padre, e l’incontro con Vignale, capitale del Grignolino, la vicina Regione Mongetto con le secolari viti di Barbera e la casa colonica è stato fatale: me ne sono perdutamente innamorato”. Ed è qui a Vignale, il “luogo da vigna”, che Rosolen dà slancio alla sua impresa in un lento e attento recupero tra una visione innovativa e una promessa di futuro. Insomma, un paese ci vuole anche per il gusto di sceglierlo, per la capacità di riconoscerne le potenzialità e di rispettarne l’essenza mettendo a frutto 21 ettari di vigneto (sui cento totali) assecondandone il naturale equilibrio.

 

Perché l’uso ricorrente del latino da Hic et Nunc alle degustazioni Carpe Diem (per gli appassionati) e In Vino Veritas (per gli esperti)? “Quando con mia moglie Valentina ci siamo interrogati sul nome da dare alla nostra nuova avventura, è venuto spontaneo sottolineare la specificità di questo luogo e non un altro e l’urgenza di agire, ed è stato immediato declinarlo in hic et nunc. Inoltre” – chiarisce Massimo Rosolen – “non volevo personalizzare la cantina con il mio nome ma stabilire un rapporto di stima e fiducia con il territorio, benché fosse altrettanto opportuno segnare un nuovo inizio e il latino, origine comune a molti, è risultata la soluzione più convincente”.

 

HIC et NUNC “guida” un gruppo di sette aziende che si riconoscono nel Monferrato Autentico (all’interno del progetto Botteghe d’Italia coordinato dal Consorzio Sistema Monferrato): che cosa significa autentico? “La partecipazione al PSR 2014 - 2020 della Regione Piemonte ha offerto l’occasione di condividere con un numero ristretto di aziende agricole del Monferrato la creazione di un mercato locale e una promozione comune, uniti dall’autenticità dei prodotti e essendo produttori che qui affondano le radici o hanno scelto questa come terra d’elezione. Per HIC et NUNC in particolare” - continua Rosolen - “l’aggettivo autentico è strettamente connesso alla scelta di coltivare solo vitigni autoctoni, nati in queste zone e che meglio di altri sono in grado di esprimere la complessità, la ricchezza e la varietà del Monferrato”.

 

Non rimane che mettersi in cammino e come in un film apprezzare le sequenze di avvicinamento a Vignale per immergersi in una visita indimenticabile che solo la purezza del vino saprà riportare alla memoria nella sua cristallina autenticità. Prenotazione obbligatoria: www.cantina-hicetnunc.it

 

di Liana Pastorin

Condividi

Commenti (0)
Nessun commento.
Per lasciare un commento devi essere registrato .