Curiosità

6 marzo 2018 COME È NATO IL MONFERRATO: LA CAVALCATA LEGGENDARIA DI ALERAMO

Scopri chi è il fondatore del Monferrato: leggenda o storia?
La storia del Monferrato è un racconto millenario, che si tramanda di generazione in generazione come una favola da raccontare prima di andare a dormire. É la storia di un sogno che si realizza. Questa è la storia di come è nato il Monferrato.

E come ogni storia a lieto fine, noi la raccontiamo così…

 

Un personaggio misterioso dalle gesta eroiche

C’era una volta un ragazzo di nome Aleramo, nato nel 934 presso l’Abbazia romanica di Santa Giustina a Sezzadio (una volta castello di Sezzè), nel comitato di Acqui. Rimase orfano in tenera età, in quanto i genitori, di nobili origini germaniche, morirono durante un pellegrinaggio in Italia. A prendersi cura di lui e a crescerlo come un figlio, per fortuna, ci furono i castellani di Sezzè.

Divenuto abbastanza grande da potersela cavare da solo, Aleramo lasciò la famiglia adottiva e andò a lavorare come sguattero presso il cuoco del vescovo di Albenga.

Di lì a poco non avrebbe nemmeno mai immaginato che avrebbe segnato le sorti dell’imperatore Ottone I di Sassonia e sarebbe diventato un eroe leggendario.
 


Correva infatti l’anno 966, quando Ottone I, già re d’Italia da 15 anni e da poco imperatore del Sacro Romano Impero, si trovò insieme al suo esercito e ai suoi alleati, tra i quali il vescovo di Albenga, a combattere contro i suoi sudditi meridionali, ribellatisi durante l’assedio di Brescia.

Ma nonostante le capacità difensive dei soldati germanici, un gruppo di assedianti ribelli riuscì a raggiungere la tenda dell’imperatore e a mettere in pericolo la sua vita.

Quando tutto sembrava perduto, ecco che un cavaliere misterioso, con il solo aiuto di un giovane scudiero, sferrò un violento attacco e obbligò i ribelli bresciani a ritirarsi.

L’imperatore Ottone I ne rimase da subito affascinato e volle sapere chi fosse il valoroso soldato, che gli salvò la vita. Dopo lunghi interrogatori presso i comandanti del proprio esercito e senza ricevere risposta sull’identità del giovane, ecco che finalmente il vescovo di Albenga gli svelò la verità.

Si trattava di un semplice sguattero, soprannominato Carbonaio. Inutile dire che Ottone I volle subito incontrarlo di persona, ma Aleramo si rifiutò perché sosteneva che con il suo aspetto trasandato e umile non poteva presentarsi davanti a un imperatore.

Il vescovo di Albenga fu costretto persino a minacciarlo pur di soddisfare le continue richieste di Ottone I. Ed ecco che dopo lunghe attese, l’incontro tra i due si avverò.

Rimastone ancora più affascinato, l’imperatore Ottone I nominò Aleramo suo cavaliere e gli affidò l’educazione della figlia Alasia. E che cosa succede tra due giovani che passano molto tempo insieme a parlare, a conoscersi, a corteggiarsi? Ovviamente, l’amore! Solo che il sovrano non la prese per niente bene e i due giovani innamorati furono costretti a fuggire ad Alassio.

 

Il sogno realizzato di Aleramo

Ma l’amore trionfa sempre, è così che le favole ci insegnano e così fu per Aleramo e Alasia, che vennero perdonati da Ottone, nel frattempo divenuto nonno di ben quattro nipoti.

Fu così che Aleramo ottenne il titolo di marchese e un’ulteriore proposta: l’imperatore gli promise che gli avrebbe concesso tante terre quante ne riuscisse a percorrere cavalcando senza sosta.

La leggenda narra che Aleramo cavalcò come un folle per tre giorni e tre notti, sfinendo a morte ben tre cavalli, ma alla fine riuscì a coprire oltre 400 km di territorio, esteso dalle aree montuose percorse dal Po sino alla costa ligure. Definì così i confini di quello che è l’odierno Monferrato.
 

 

SCOPRI TUTTO SUL MONFERRATO: TRA CULTURA, CURIOSITÀ, METE E CUCINA TIPICA


Da orfano a sguattero con abilità militari, a marchese del Monferrato, questa è la leggenda che ruota attorno alla mitica figura di Aleramo. Non sappiamo se tutti i fatti raccontati sono pura invenzione, quel che è certo è che Aleramo è esistito veramente ed è vero che nel 967 Ottone I lo nominò davvero marchese dei Comitato di Monferrato, Savona e Acqui.

La storia del Monferrato è quindi la storia di Aleramo, un uomo che per merito o per simpatia riuscì a conquistare le simpatie dell’imperatore Ottone I di Sassonia e a essere ricordato quale fondatore del Monferrato.

Il nome stesso di questo territorio piemontese, come racconta anche Giosuè Carducci nel suo tomo del 1909, intitolato Cavalleria e umanesimo, deriverebbe dalle gesta del giovane cavaliere. Si dice che Aleramo, per realizzare la sua impresa di conquista delle terre promesse da Ottone, mise i ferri (frrhà) al cavallo, usando un mattone (mun in dialetto locale). Da qui il nome piemontese Monfrà.

E la storia di Aleramo è anche la storia di grandi conquiste: da territorio incolto e deturpato dagli invasori divenne un territorio di grande ricchezza e bellezza, grazie alle capacità di governo e di costruzione di Aleramo e dei suoi successori.

La conoscenza di un luogo inizia dalla scoperta della sua storia, delle sue origini e delle eredità paesaggistiche e monumentali lasciate da personaggi che hanno lasciato impronte ben salde nella storia: numerose costruzioni, principalmente castelli e abbazie, sono frutto del duro lavoro degli Aleramo durante gli anni del loro secolare marchesato in Monferrato. I castelli di Gabiano e di Camino, in provincia di Alessandria, sono due esempi degni di nota.

 

Allora, ti è piaciuta la storia di come è nato il Monferrato? Secondo te, è semplice leggenda o ha un fondo di verità? Faccelo sapere nei commenti!

Condividi

Commenti (0)
Nessun commento.
Per lasciare un commento devi essere registrato .