Food&Wine

1 settembre 2018 LA ROBIOLA, TRA LANGA E MONFERRATO

Una storia che inizia ai tempi dei Celti e dei Liguri...

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La robiola è un formaggio italiano che ha origini estremamente antiche, in quanto esistono testimonianze della sua produzione già ai tempi dei Celti e dei Liguri.
Queste testimonianze sono state raccolte dagli storici romani Plinio e Pantaleone, che ne descrissero nelle loro opere il ciclo di produzione, apprezzandone molto le qualità.


La formaggetta
Il nome robiola deriva dalla parola latina robium, riferendosi al colore rosato-rossiccio che la parte esterna del formaggio assume durante la stagionatura.
Formaggio fresco dalla pasta bianca e cruda, priva di crosta, la Robiola ha un contenuto di grassi che si aggira sul 55% (per il prodotto secco): la componente diminuisce nella produzione estiva ed aumenta in quella dell’inverno e dell’autunno. Infatti la robiola viene prodotta durante tutto l’anno.
Sicuramente da sottolineare che tra le varie robiole e formaggette prodotte sul territorio è presente la rinomata “Robiola di Roccaverano” che ha ottenuto il riconoscimento europeo di D.o.p..


Il disciplinare ricomprende il territorio di 19 comuni, 10 in provincia di Asti (Bubbio, Cessole, Loazzolo, Mombaldone, Monastero Bormida, Olmo Gentile, Roccaverano, San Giorgio Scarampi, Serole e Vesime) e 9 in Provincia di Alessandria (Castelletto d’Erro, Denice, Malvicino, Merana, Montechiaro d’Acqui, Pareto, Ponti, Spigno Monferrato ed il territorio del comune di Cartosio ubicato sulla sponda sinistra del torrente Erro).
La Robiola di Roccaverano rappresenta l’unico formaggio DOP italiano prodotto utilizzando tre diversi tipi di latte (ovino, caprino e vaccino).


Testo tratto da: http://www.stradadellarobiola.it

 

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