Food&Wine

9 novembre 2018 Birrificio artigianale o agricolo. E' la birra fatta in Monferrato

Tra le colline del vino si fa strada la moda della birra artigianale e c'è anche chi apre una Malteria.

Riscoprire e reintrodurre i "traditional brewing methods" che si rifanno addirittura all'Editto della Purezza tesdesco del 1511 sta diventando un fenomeno italiano e anche in Monferrato, terra di vini conosciuti in tutto il mondo, stiamo assistendo alla nascita di nuove imprese e di altre già consolidate che diversificano le produzioni. Ciò che è più sorprendente è il fatto che proprio in Monferrato, a Villafranca d'Asti per la precisione, da due anni è attiva Malteria Monferrato, una delle poche in Italia.

Per i meno esperti ricordiamo che la produzione di birra è rimasta in gran parte immutata nel tempo ed è divisa in più fasi: la maltificazione, l’ammostatura, la filtrazione, la cottura, la fermentazione e la pastorizzazione, anche se occorre ricordare che non tutte le birre sono pastorizzate, alcune possono essere filtrate ulteriormente, altre hanno un’ultima fase, chiamata rifermentazione in bottiglia. La prima fase del processo di birrificazione è la maltificazione, proprio questa parte fondamentale viene fatta a Villafranca utilizzando soprattutto orzi di agricoltori dell'astigiano. L’orzo maltato  sarà in seguito macinato e miscelato con l’acqua calda, per trasformarsi in mosto. La maltificazione è molto importante perché l’orzo non può essere utilizzato direttamente, ma ha bisogno si subire alcuni cambiamenti. Dopo aver selezionato l’orzo e gli altri cereali necessari per la produzione di birra, questi vengono lavati e immersi nelle vasche di macerazione. In seguito, i chicchi dovranno essere trasferiti nei cassoni di germinazione. Quando l’orzo raggiunge il grado di germinazione desiderato il processo deve essere fermato e si procede con la torrefazione. Il colore finale della birra dipende dal tipo di malto usato.

Si può quindi parlare, a pieno titolo, di un vero e proprio "movimento" costituito da appassionati, esperti e imprese fortemente eterogenee dal punto di vista delle caratteristiche produttive.

In questo contesto, una peculiarità tutta italiana è rappresentata dai birrifici agricoli; per essere definita “agricola” la produzione della birra deve risultare attività connessa all’esercizio dell’agricoltura, ovvero gli ingredienti principali devono essere ricavati prevalentemente (almeno per il 51%) da prodotti ottenuti in azienda. Tra gli Experience Day proposti dal Consorzio Sistema Monferrato e da La Nuova Provincia quello che vi proponiamo questa settimana è una lezione teorica sulle materie prime e tecniche di produzione, degustazioni di birre prodotte da orzo del Monferrato in abbinamento con piatti della nostra cucina e chiaramente una visita in Malteria.

Qualche suggerimento? La Birra Veliero, realizzata da birrificio Carrù con orzo coltivato tra Asti e Moncalvo e una base di uva Moscato d'Asti. Da non dimenticare poi Valter Loverier, mastro birraio di Loverbeer, che unisce l'uva Barbera e la birra in una splendida Kriek creando la BeerBera.

Birrifici già affermati e conosciuti da un pubblico sempre più esigente che consigliamo sono il Birrificio Nicese a Nizza Monferrato, il Clan!Destino a San Marzano Oliveto, il Civale a Spinetta Marengo. Contatti: info@sistemamonferrato.it

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