Food&Wine

2 dicembre 2018 NON SOLO VINO...E' LA GRAPPA IN MONFERRATO

E' come una cascato di campanelli che ti suonano in booca!

Riflettori ancora accesi sulla classifica di Wine Enthusiast che premia una bottiglia italiana, il Cipressi annata 2015 di Michele Chiarlo, capace di imporsi su ben 20mila bottiglie esaminate, che Sistema Monferrato, abituato a sparigliare le carte, vi propone un altro viaggio in Monferrato, questa attraverso prodotti del territorio che non sono il vino ma che hanno sicuramente molto in comune. Parliamo infatti di Grappa.

ll 2018 si annunciava come l’anno della svolta per i grappaioli italiani e grande è stata la sfida. In un mercato dove si beve sempre meno Grappa bianca e dove il trend di consumo è orientato verso le invecchiate e le barricate, si è reso necessario trovare una via per far conoscere questo distillato di vinacce in tutto il mondo attraverso due linee guida: la prima è il suo utilizzo da parte dei bartender di fama, la seconda è elevare gli standard qualitativi dei prodotti monovitigno e delle produzioni di nicchia invecchiate per anni in botte.  I numeri della Grappa sono importanti anche se va precisato che il consumo in termini assoluti è in calo: nel 1974 era di 39 milioni di litri, oggi scesi a 23. I consumatori abituali di Grappa in Italia, dove se ne consuma sette bicchieri su dieci, sono circa otto milioni le persone che ne bevono due bottiglie all’anno, sei volte su dieci in casa. All’estero la Grappa sta crescendo, soprattutto nel mercato tedesco che oggi vale il 70 % di tutto l’Export, meno bene invece la crescita nel mercato U.S.A ed Asia dove la sfida sui distillati internazionali richiede grandi investimenti sulla rete vendita e sulla comunicazione. Occorre un progetto che dia alla Grappa un’immagine bella ed univoca, facile da capire, legata al “made in Italy”, all’Italian style.

 

Abbiamo scelto tre distillerie del Monferrato da proporvi in questo tour dove storia, tradizione e un tocco di glomour la fanno da padrona. Sono la Magnoberta di Casale Monferrato, nata nel 1918 dai soci Magno e Berta che presso l'allora piccola sede iniziarono a distinguersi per le prime preparazioni di Grappa e Liquori a base di erbe, sapientemente selezionate e messe in infusione secondo antiche ricette segrete e immutate da allora. Da segnalare le "bagne" per la grande pasticceria (il nostro preferito l'alchermess rosso). Poi spostandoci verso Altavilla incontriamo la Distilleria Mazzetti, diventato negli anni meta di un turismo selezionato ed internazionale, oggi è anche sede di un rinomato ristorante sulle colline Unesco.

Le vinacce di singoli vitigni, distillate ad arte in alambicchi di rame a vapore con metodo discontinuo, e la passione di Famiglia sono gli unici ingredienti delle Grappe Mazzetti d’Altavilla che, dalle più tradizionali alle più raffinate ed invecchiate, sono, come quelle prodotte da Filippo, capostipide della famiglia a metà del 1800, rappresentative di tutti i profumi, le biodiversità e le tradizioni della nostra terra.

Qui sono tre i suggerimenti, la visita alla barricaia con degustazioni di grappe e distillati, e al termine una passeggiata nel Parco storico della Famiglia Mazzetti con la Cappella Votiva La Rotonda, gioiello architettonico risalente al 1808 che contiene, al suo interno, una suggestiva croce sotterranea. Infine, ma solo geograficamente, non possiamo non fare una tappa alla Distilleria Vieux Moulin di Motta di Costigliole d'Asti. Già nel 1970 nel libro "l'Italia della Grappa"  veniva definita in questo modo: <<è come una cascata di campanelli che ti suonano in bocca e poi dentro è beneficia delizia>>.

 

Il Monferrato è poi terra di grandi chinati, del vermouth e più recentemente del gin, ma quello "agricolo". Il tour delle distillerie del Monferrato è organizzato da Sistema Monferrato: info@sistemamonferrato.it

Condividi

Commenti (0)
Nessun commento.
Per lasciare un commento devi essere registrato .