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22 maggio 2019 La Cerca dell'Oro si fa in Monferrato!

Ovada è una città che affascina soprattutto all'imbrunire, ma di giorno nel Gorzente si tenta la fortuna

<<...l'oro è di casa e la natura ne parla incessantemente, ad ogni passo: qui le lunghe e doloranti teorie di schiavi romani hanno rimosso, in secoli di duro lavoro, quegli enormi ciottoli rosastri che si notano ammucchiati sui due greti del fiume Gorzente, l'antico Amporium dei latini. Qui, in epoca più tarda, sono arrivati i Saraceni, attratti dallo stesso miraggio: e poi i monaci, pii ed industriosi, del monastero si San Salvatore di Pavia, autorizzati nel 712 a lavare l'oro dalle sabbie miracolose con una donazione di Liutprando, riconfermata nel 1.121 da Callisto II, papa: seguiti, all'estinguersi dell'ordine, da alessandrini e genovesi, e persino da quel milanese e maresciallo Botta Adorno che si fece una celebrità nel 1714 per aver dichiarato, scatenando le ire e le sassate di "Balilla", che non avrebbe lasciato ai genovesi altro che ... gli occhi per piangere. Sempre sulle piste dell'oro, "risalendo coi secoli", ecco arrivare ditte inglesi e francesi, spagnole ed americane, dedite tutte a traforare i monti con centinaia di gallerie: l'Ottocento è l'epoca del vero "golden rush", della corsa all'oro piemontese>> così Franco Bandini ne "L'Oro nei Monti di Ovada" <<La produzione annuale del "giallo signore" di questa ristretta zona aumenta sino a 50 chili, ed affluiscono capitali sempre nuovi, sempre nuove braccia che non esitano di fronte alle fatiche sovraumane di bucare la montagna nei suoi recessi più impervi. Quando si trova un filone, i minatori accendono grandi fuochi di gioia, e la ditta imprenditrice paga tre giornate di salario in più. Ad ogni istante sembra di aver messo le mani sul "vero" filone che farà del Piemonte la seconda edizione della California e del Klondike. Le speranze cadono ad una ad una, con l'inizio del secolo a venire: le ditte falliscono in rapida successione e se ne vanno di furia, abbandonando i costosi impianti trascinati con grandi sforzi sino lassù. Nessuno si preoccupa delle vecchie gallerie abbandonate, nelle quali i massicci tronchi imputridiscono lentamente. Ogni tanto si sente un cupo rombo, e la terra freme leggermente: un braccio, una galleria intera sono franati, distruggendo il lavoro di talpe degli uomini>>

L'oro del rio Gorzente e dei ruscelli che vi confluiscono, proviene geologicamente dai vari filoni dei Laghi Lavagnina, e sui fianchi di questo torrente sono ancora individuabili diversi ammassi di ciottoli risultanti da antichi lavori di sfruttamento di epoche ormai lontane. Ancora oggi alcuni cercano nei rii locali quest'oro che solitamente si presenta in forma di pagliuzze e piccoli granuli, molti cercatori locali "non più giovanissimi" conservano, con giusto orgoglio, fiale o bottigliette contenenti il frutto delle loro attività. I Marchesi Del Bosco, intorno al 1200 detenevano ogni diritto sulla locale cerca dell'oro ed i cercatori dovevano quindi pagar loro un'imposta. Se si retrocede ulteriormente di un altro paio di secoli, arrivando così agli inizi di quel millennio, per Legge i cercatori di quei tempi dovevano dare tutto l'oro che trovavano alla Camera Regia di Pavia dove alcuni funzionari valutavano il reale valore del contesto per poi sottrarne una percentuale (in Dazio) a coloro che l'avevano trovato.

 

Una nuova Corsa all'Oro?

Solo pochi mesi fa, è stato scoperto un altro giacimento d’oro nel Monte Rosa, un giacimento di 20 km. quadrati, che, a detta degli esperti é grande quanto uno dei famosi giacimenti d’oro in Sudafrica; come mai non viene sfruttato? Una questione di costi: l’estrazione  diventa economicamente conveniente solo dal momento in cui la concentrazione  è superiore 0,5 grammi per tonnellata. La Cerca ormai é diventato un hobby, uno sport con le sue gare,  che quando va bene può portare i suoi frutti! Questo hobby che si sta diffondendo nel Nord italia richiede passione e costanza, ma sopratutto tanta fortuna, elemento indispensabile ad ogni buon cercatore d’oro che si rispetti.

A Predosa esiste il Museo dell'Oro e Sistema Monferrato organizza per gruppi passeggiate, tour e ovviamente la Cerca dell'Oro! Informazioni

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