Curiosità

21 febbraio 2020 Da dove nasce la leggenda della cicogna che porta i bambini?

Lungo l’antica via Taurinorum arriviamo a Racconigi, un’oasi protetta dove nascono le cicogne

 Il viaggio di questa settimana suggerito da Sistema Monferrato lungo le antiche ViA(E) romane ci porta a Racconigi, raggiungibile da Torino con l’autostrada (uscita Carmagnola) o più comodamente da Asti passando per San Damiano, Canale e poi Ceresole d’Alba.

A Racconigi esiste un luogo magico e protetto in cui la natura sa incantare per la sua bellezza e diversità. E’ il Centro Cicogne, un’oasi verde nata nel 1985 dall’idea di Bruno Vaschetti, un agricoltore della zona appassionato ornitologo. Qualche anno prima Bruno osservò una coppia di cicogne che tentavano di nidificare a Carmagnola e si incuriosì perché questi animali erano quasi estinti in Italia sin dal 1700, a causa della caccia spietata. Anche per questi due esemplari il finale non fu lieto. In quel momento nacque l’idea di creare un luogo protetto per questi fantastici uccelli, alti circa 1 metro, con un’apertura alare di 2 metri e dal piumaggio interamente bianco ad eccezione delle penne remiganti nere. Il becco e le zampe sono arancioni nell’adulto e nerastri nel giovane.

Nacque così il Centro di Racconigi dove all’inizio vennero portate le prime dieci cicogne. In trent’anni qui sono nati oltre 1200 piccoli di cicogna bianca. All’interno del Centro opera anche il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), che si occupa in modo specifico della cura e riabilitazione dell’avifauna trovata in difficoltà nella provincia di Cuneo. Quest’oasi oggi è tra le mete naturalistiche più amate dalle famiglie. La maggior parte delle cicogne che transitano in Piemonte migrano attraverso la Valle Stura di Demonte per poi percorrere la Francia meridionale e la Spagna: molti individui si trattengono già nel Sud della Spagna per trascorrere il periodo invernale, mentre altri soggetti si spingono fino al Nord Africa (Marocco, Algeria e Tunisia).

Ad ogni primavera, poi, le cicogne faranno il tragitto inverso per ritornare nei siti di nidificazione; solo le giovani cicogne rimarranno in Africa per i primi 3 anni di età, periodo corrispondente alla loro immaturità sessuale.

In inverno la palude ospita diversi tipi di uccelli (in particolare le anatre) e sono sempre possibili incontri facilmente fotografabili dalle postazioni intorno alle zone umide. L’oasi è aperta ai visitatori tutto l’anno, ma è meglio evitare di andarci con i bambini nelle giornate di pioggia, perché il percorso si fa completamente all’aperto e il terreno è a tratti paludoso. Nel corso della visita la passeggiata si snoda tra laghetti e piccoli corsi d’acqua, ponticelli, prati e alcuni capanni da cui si possono osservare gli animali senza esser visti e senza disturbarli. Questi capanni sono perfetti per la fotografia naturalistica, quindi non scordate una macchina fotografica. La visita è anche l’occasione per imparare a muoversi in silenzio e senza schiamazzi, per non disturbare o spaventare gli animali.

Una giornata trascorsa a Racconigi rappresenta un momento di svago per le famiglie con un grande valore educativo.

 

Una curiosità?

Il mito della cicogna che tiene con il becco un fagotto con dentro un bambino nasce presso le popolazioni centro-europee ma si basa su un piccolo equivoco. Una volta, quando nasceva un bambino, in casa si accendeva il camino per più ore durante la giornata per scaldare l'ambiente. Se questo accadeva in primavera, le cicogne, al ritorno dall'Africa, cercando il luogo più adatto per nidificare, optavano per il comignolo più caldo e quindi per quello della casa del neonato.

Così semmai sono i bambini a portare le cicogne e non il contrario! 

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