L'elenco di viaggiatori, esploratori, evangelizzatori ed avventurieri partiti dal Monferrato sarebbe lungo e richiederebbe almeno un libro per raccontarne gesti e imprese.
Vogliamo qui citarne alcuni, per stimolare la voglia di andare a scoprire qualcosa del loro passato, delle loro storie e avventure.
Personaggio molto particolare e tra i meno noti è certamente Giovanni Battista Boetti nato nel 1743 Camino in quella parte di Monferrato che guarda alle risaie del vercellese e, poco più in la, della Lomellina.
Padre domenicano, viaggiatore, medico, forse spia, Boetti passò alla storia come il Profeta Mansur che conquistò l'Armenia, il Kurdistan, la Georgia e la Circassia e vi regnò sei anni come sovrano assoluto. Conosciuto come “Sheikh Mansur” morì nel 1798, imprigionato nel monastero-fortezza di Solovekij poco lontano dal Circolo polare Artico.
Altro grande personaggio di collina dalla vita intensa e dedicata alle esplorazioni via mare fu Giacomo Bove da Maranzana, terra di vigne di moscato e brachetto a due passi da Acqui Terme.
Nato nel 1852, allievo dell'Accademia navale di Genova, partecipò a molte famose spedizioni: con la Governolo fu in Giappone, poi due volte in Argentina, fin giù in Patagonia. Ma la missione che lo rese famoso fu quella a bordo della nave Vega sotto la guida di A. E. Nordenskiöld per la ricerca del mitico passaggio a nord-est, oggi noto come Stretto di Bering.
Colline popolate da gente di mare e avventura quelle del Monferrato, tanto che resiste perfino la leggenda che addirittura Cristoforo Colombo non sia genovese ma monferrino, se non proprio di nascita, almeno di discendenza.
Terra di grandi viaggiatori dunque e poeti che hanno sognato orizzonti sempre più ampi, tra colline e mare, oltre Alpi e Appennini che mai come in questi casi avvicinano terre non lontane che forse interagivano ancor più di oggi in tempi in cui comunicare era ben più difficile.
Il pensiero va ai tempi della grande potenza politica e militare del Marchesi di Monferrato che estendevano la propria influenza addirittura a Gerusalemme e dintorni e a corte accoglievano mitici trovatori provenzali come Rambaldo di Vaqueiras il più famoso.
Ma per tornare a tempi più vicini e nomi meglio noti ai più non possiamo dimenticare un esploratore dell'anima come il povero Lugi Tenco da Ricaldone, paesetto di vigne e "campi da arare" dove nacque e riposa l'indimenticato cantautore che, con "Ciao amore" e il suo gesto estremo, nel 1967 colorò di tragedia Sanremo.
Ne' possiamo tralasciare il rapporto a rovescio che legava Genova all'infanzia campagnola del Faber De Andre' che trascorse le vacanze estive della sua infanzia tra vigne e prati di Revignano alla periferia di Asti, ne ha lasciato traccia in una canzone "Ho visto Nina volare".
Ma una carrellata tra viaggiatori ed esploratori di territori più o meno reali non può concludersi senza ricordare il più grande: Vittorio Alfieri da Asti, che il gran tour lo fece in Europa oltre che in Italia. Alla sua prima uscita dal Piemonte, nel 1765, scopri Genova: "Il mare mi rapì veramente l'anima, e la posizione di quella magnifica città mi esaltò la fantasia - ricorda nella Vita”.
Tornò a Genova due anni dopo, ma il suo stato d'animo era diverso e non gli dispiacque lasciarla via mare verso la Francia: "Partito finalmente per mare in una Filuchetta per Antibo, parea a me di andare all'Indie. Non mi era mai scostato più che poche miglie da terra, avendo allora un buon vento si prese il largo, e rinforzò tanto il vento, che essendo pericoloso fummo costretti ad entrare nel porto di Savona".







