Dal 6 ottobre al 24 novembre le colline del Monferrato diventeranno il cuore pulsante del Tartufo Bianco Pregiato.
Sono cinque i Comuni sede di fiera nazionale che si sono messi in rete sotto l’egida del Gal Basso Monferrato Astigiano con il patrocinio e il sostegno della Regione Piemonte, per valorizzare quello che rappresenta un prodotto di grande importanza in un’area vocata alla raccolta del tartufo bianco pregiato: Montiglio Monferrato, Moncalvo, Montechiaro d’Asti, San Damiano d’Asti e Murisengo. Fiere che andranno a promuovere l’enogastronomia locale, ma anche un vasto territorio, la sua cultura e il suo patrimonio artistico.
Il “Circuito del Monferrato”
Si parte da Montiglio, il paese dei castelli, delle pievi e delle meridiane, con un doppio appuntamento: le domeniche 6 e 13 ottobre. E per l’occasione organizza “Le littorine del Tartufo”: da Torino, Santhià, Biella, Asti, Chivasso e Cavagnolo sarà possibile raggiungere il paese a bordo degli storici autobus su rotaia.
Seconda tappa a Moncalvo che festeggia le settanta edizioni della Fiera – anche se documenti del Comune fanno risalire le prime compravendite di tartufi a tre secoli e mezzo fa – aggiungendo un giorno al programma delle due domeniche di fine ottobre (20 e 27): il 26 ottobre, subito ribattezzato “il sabato del villaggio”.
La prima domenica di novembre il Circuito approda a Montechiaro d’Asti con l’evento concentrato in un’unica giornata secondo un mix che mette insieme corteo storico e sketch comici, musica e altro ancora in una formula rinnovata.
Quarta tappa – sempre nel primo weekend di novembre – a San Damiano d’Asti dove nei due giorni della fiera spicca il “bosco in piazza”: fedele ricostruzione di un’area boschiva nel centro città dove vengono organizzati turni di cerca simulata del tartufo, per la gioia dei turisti.
Chiusura a Murisengo, che nelle domeniche 10 e 17 novembre celebra la sua definizione di “Terra del tartufo” con la formula dell’«essenziale di qualità». A cominciare dalla selezione rigorosa dei tartufi a cura del Centro nazionale studi di Alba. E poi la tartufaia didattica per saperne di più su questo tubero.







