Il 22 giugno 2014, i Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato diventano il 50° sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura).

Il sito ha una estensione territoriale di oltre 10 mila ettari ed è formato da 6 componenti: Langa del Barolo, Colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, Castello di Grinzane Cavour e il Monferrato degli infernot, una porzione del territorio monferrino caratterizzata da una particolare concentrazione della singolare e pregevole tipologia di architettura caratterizzata da locali scavati nella pietra da cantoni.

In Monferrato esiste un altro luogo annoverato dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità: Il Sacro Monte di Crea, insieme ai Sacri Monti di Piemonte e Lombardia.

Siamo a Serralunga di Crea (anche se la sede del Parco è a Ponzano Monferrato). Il Sacro Monte è composto dal Santuario, 23 cappelle, 5 romitori e sorge su un luogo di antico culto mariano.

Fu costruito fra il 1589 e il 1612, con un’ulteriore fase costruttiva negli anni venti dell’Ottocento. Il Santuario basilicale è di origine romanica, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli.

La facciata è barocca, mentre l’interno a tre navate conserva l’impianto antico, pur ornato da varie decorazioni di epoca successiva. L’interno conserva importanti opere fra le quali emergono la tavola autografa di Macrino d’Alba datata 1503 dedicata alla Madonna con Bambino e Santi, il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d’Antiochia del XV secolo, la Statua lignea della Vergine del XIV secolo e i bassorilievi sui pilastri raffiguranti nodi di Salomone, motivi vegetali e due grifi alati con stelle che risalgono al XII secolo.

La vista sulle colline dal Santuario è imperdibile. Le 23 cappelle sono frutto di due fasi costruttive: una risalente ai secoli XVI e XVII, l’altra all’Ottocento. La fase più antica si distingue per gruppi statuari complessi in terracotta policroma, quasi tutti opera dei fiamminghi Giovanni e Nicola De Wespin detti i Tabacchetti, mentre gli affreschi sono da attribuire per la maggior parte a Giorgio Alberini, seguace del Moncalvo.

La seconda fase è segnata da gruppi scultorei assai più semplici, in stucco o gesso e pitture opera di Brilla, Maggi, Latini, Capra e Morgari.

Fra le cappelle spicca per pregio artistico la Cappella 16 “La salita al Calvario” edificata fra il 1887 e il 1889: il gruppo plastico venne eseguito da Leonardo Bistolfi. Di grande interesse è la Cappella 23 “L’Incoronazione della Vergine” comunemente detta “Il Paradiso” che risale al 1598: è la più alta cappella del Sacro Monte e all’interno vi trionfano gruppi di figure appese e affrescate sulla volta, circa 300 in tutto, opera in gran parte di De Wespin e collaboratori.

Il parco è attrezzato con area pic-nic, guest house, ristorante e bar.
Info: https://www.sacrimonti.org/sacro-monte-di-crea

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