La tartaruga Emys in Liguria era considerata estinta sino a quando nel 1995, nella Piana di Albenga, sono stati trovati alcuni esemplari ed è stato avviato un caparbio progetto di recupero, conservazione e reintroduzione della testuggine nell’ambiente naturale.

Nel giugno del 2019 sedici esemplari di testuggine palustre Emys orbicularis ingauna sono stati rilasciati nei siti di Interesse Comunitario della Piana di Albenga, in particolare presso la Zona Speciale di Conservazione nel sito Valloni, Oasi Wwf.

La testuggine palustre, almeno fino agli anni ’60, era tanto comune in tutti gli ambienti d’acqua stagnante della Piana di Albenga, quanto sconosciuta nel resto della Regione Liguria.

Le bonifiche, la captazione d’acqua per uso irriguo e l’utilizzo di pesticidi e diserbanti hanno rapidamente portato questa specie ad essere ritenuta del tutto estinta fino al 1994 anno in cui la testuggine dell’Albenganese è stata riscoperta dall’Acquario di Genova ed è stata in seguito oggetto di un programma di conservazione volto a ripristinare almeno una parte degli habitat e delle popolazioni naturali di questa specie.

Il Progetto Emys per la conservazione della testuggine palustre è attivo dal 2002 e vede la collaborazione di diversi enti ed associazioni che operano nell’ambito del progetto europeo Life-Emys, cofinanziato all’interno del programma Life+.

A conclusione del Life si è costituita l’Associazione Emys Liguria, una ong cui dal 2017 è stata affidata ufficialmente dalla Provincia di Savona la gestione operativa del Centro Emys e l’organizzazione dell’offerta didattica del centro, visitato ogni anno da molti gruppi scolastici.

Il Centro in questi anni ha raddoppiato la sua area: sono state realizzate tre nuove vasche, per ospitare gli esemplari di testuggine palustre destinati al rilascio nei siti recuperati, ed è stato creato un nuovo spazio didattico per accogliere gli studenti che scelgono di visitare l’oasi e di scoprire questo curioso animaletto.

Il progetto è riuscito a reintrodurre in natura oltre 260 testuggini palustri del tipo Emys e attualmente il Centro ospita circa 100 esemplari tra femmine e maschi adulti, sub adulti e giovani.

Le uova, deposte nei mesi di giugno e luglio, vengono incubate in condizioni analoghe a quelle naturali e questo garantisce un risultato sempre più ottimale del progetto di reintroduzione e conservazione della specie.

Parlando di tartarughe in Liguria l’immaginario ci porta immediatamente all’inconfondibile silhouette dell’Isola Gallinara che ricorda il carapace di una tartaruga.

L’isola Gallinara prospiciente proprio la città di Albenga è visibile per buona parte della costa della Riviera e rappresenta da sempre un luogo pieno di fascino e di mistero.

L’isola prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano in passato; ha una superficie di undici ettari per un’altezza massima di 87 metri, una lunghezza di 470 e una larghezza di 450, è in realtà l’unica vera isola della Liguria.

La si può raggiungere in circa dieci minuti con una barca a motore e in circa un’ora di barca a remi, ma i più temerari e resistenti compiono l’impresa anche a nuoto.

Nel 1988 la Gallinara è stata dichiarata Parco Regionale Protetto e attualmente è abitata soltanto da un guardiano che ha l’arduo compito di preservarla dagli incendi e di mantenere in perfetta efficienza gli oltre 10 chilometri di sentieri che l’attraversano.

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