La Pinacoteca di Voltaggio
Il Convento dei Cappuccini sorse alla fine del Cinquecento lungo la strada della Bocchetta, una delle “vie del sale” che collegavano la liguria con l’entroterra piemontese. Oggi il complesso conventuale è noto soprattutto per la pregevole quadreria che custodisce.
La collezione si compone di 250 dipinti destinati al Convento alla fine dell’Ottocento ad opera di Padre Pietro Repetto, nativo di Voltaggio, che li aveva raccolti nel Convento di Santa Caterina di Portoria a Genova. Egli si valse del fatto che sul mercato all’epoca arrivavano molti dipinti a causa delle soppressioni delle corporazioni religiose, con conseguente dispersione degli arredi, e del cambiamento del gusto che stava portando molte famiglie nobili a disfarsi dei quadri di soggetto religioso.
Tra i dipinti della raccolta, databili tra il XVI e l’inizio del XIX secolo, si segnala un’importante nucleo di opere del Cinque-Seicento genovese in cui figurano tutti i grandi: Luca Cambiaso, Sinibaldo Scorza, Domenico Fiasella, Gioacchino Assereto, Orazio De Ferrari, Domenico Piola, il Baciccio e Giovanni Battista Paggi.
Montébore: il formaggio di Leonardo da Vinci si produce in Val Borbera.
Sul lato opposto dell’autostrada A7, rispetto al Passo della Bocchetta si apre la Val Borbera, una vallata formata dal torrente Borbera, tributario dello Scrivia, situata nella provincia di Alessandria, storicamente legata alla Repubblica di Genova e tuttora fortemente legata alla Liguria.
Proprio in uno dei paesi della Val Borbera si colloca la produzione del Montébore, un formaggio di latte misto, vaccino e ovino, la cui storia è antichissima e curiosa: se ne parla già nel XII secolo per una cinquantina di forme inviate come omaggio da un benestante di Tortona ad un alto prelato.
Nel 1489 a Tortona, si tenne il banchetto per le nozze fra Isabella D’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro, Duca di Milano. Cerimoniere d’eccezione del banchetto fu Leonardo da Vinci, straordinario genio dell’arte e della scienza ma anche attento gastronomo.
Il Montébore fu l’unico formaggio invitato alla nobile tavola. Ha la caratteristica forma a tronchi di cono dai diametri rastremati verso l’alto e sovrapposti concentricamente, simile ad una torta nuziale. La sua produzione si estinse di fatto nel 1982 ma fu recuperata dalla Cooperativa Vallenostra a partire dal 1999, oggi unici produttori del Presidio Slow Food del Montébore.
Il nome deriva dalla frazione omonima del comune di Dernice, in cui è ancora visibile il rudere dell’antica torre alle cui fattezze sembra ispirarsi la forma particolare del formaggio.







