Il nome ricorda l’antica appartenenza alla Repubblica di Genova e l’influenza ligure è ancor oggi percepibile nell’uso di dipingere le facciate dei nobili e dei ricchi commercianti con finti elementi architettonici e figure storiche e mitologiche, meritando l’appellativo di “città dipinta” e rendendo le passeggiate nel centro storico una continua scoperta di nuovi scorci e dettagli.
L’esempio più interessante di questa decorazione è piazza Dellepiane, sulla quale si affacciano Palazzo Durazzo, Palazzo Cambiaso Negrotto, Palazzo Negrone e la Chiesa della Collegiata, d’origine medievale ricostruita in ricche forme barocche.
Merita una visita l’Oratorio della Maddalena, un vero e proprio scrigno di opere scultoree.
Il Compianto sul Cristo morto (XVI secolo) consta di otto statue in terracotta policroma, a cui è stato aggiunto successivamente il Cristo ligneo seicentesco. Il monumentale Monte Calvario occupa tutto lo spazio dell’abside, è stato realizzato alla fine del XVI secolo con ventidue statue lignee a grandezza naturale vivacemente dipinte.
La cucina novese è a cavallo tra le tradizioni liguri e piemontesi: si ha quindi un’ampia scelta tra dolci e cioccolato, con le pregiate nocciole regionali, oppure focaccia e farinata, realizzata con i ceci della zona.
Il Museo dei Campionissimi è tappa imprescindibile per gli appassionati di ciclismo.
Dedicato proprio a Fausto Coppi e Costante Girardengo.
Il museo è allestito all’interno di un capannone industriale di inizi ‘900: nel suggestivo allestimento di Mauro Porta il museo è “sospeso” al limite della scalinata all’ingresso.
Una speciale “pista” centrale divide e organizza lo spazio espositivo, ma soprattutto rappresenta l’evoluzione del “fondo stradale”: dalla terra battuta, all’acciottolato, all’asfalto, fino ai moderni materiali delle piste da ciclismo. 40 le biciclette che, poggiando su fondi diversi, raccontano l’evoluzione tecnica della bicicletta, dal primo esemplare in legno sul modello disegnato a fine del ‘400 da Leonardo da Vinci fino agli ultimi prototipi al titanio.
Nelle ampie sale a lato della pista trova spazio un’ideale storia del Giro d’Italia, oltre alle sale dedicate ai cimeli e alle testimonianze sui Campionissimi.







