Il vasto altopiano di Marcarolo è situato nell’area montuosa dell’Appennino Ligure-Piemontese, all’estremo sud della provincia Alessandrina, collocato geologicamente nel sistema noto come Gruppo di Voltri.
Il parco naturale delle Capanne di Marcarolo, istituito nel 1979, è una area naturale protetta situata in Piemonte al confine con la Liguria, ad una decina di km dal Mar Ligure in linea d’aria e a metà strada tra Genova e Novi Ligure. Il parco è compreso tra la val Lemme, la val Polcevera e la valle Stura, e rappresenta l’area verde più estesa di tutta l’area metropolitana genovese, intersezione tra le zone propriamente liguri dell’agglomerato e il retroterra metropolitano dell’Oltregiogo, ufficialmente appartenenti al Piemonte.
Nel Parco esistono nove punti di arrivo del traffico motorizzato e di partenza degli itinerari da percorrere a piedi (o, in certi casi, a cavallo o in mountain bike). Tali località sono evidenziati da una bacheca informativa. Ogni itinerario è quindi siglato dalla lettera corrispondente al punto di partenza e da un numero specifico. L’Ecomuseo di Cascina Moglioni si trova all’interno del Parco e promuove le ricerche sulla cultura materiale locale. Ha sede in un gruppo di edifici rurali ristrutturati, che in origine costituivano il nucleo centrale di Cascina Moglioni.
Immerso in 7 ettari di terreni annessi, dispone di una stalla, di una foresteria, di un laboratorio che espone gli attrezzi agricoli di uso tradizionale, dell’officina didattica e di un percorso multimediale che introduce i visitatori alla conoscenza del territorio. Tra le varie iniziative che vengono organizzate: laboratori teatrali e didattici, mostre fotografiche e rassegne cinematografiche dedicate alle attività agricole tipiche dell’economia locale.
Il periodo migliore per visitare il Parco è senza dubbio quello primaverile ed autunnale; nel primo sarà facilissimo, nel corso dell’escursione, incontrare meravigliose fioriture e, con un po’ di fortuna, qualche animale; in autunno, resterete senza dubbio incantati dalla dolcezza dei colori dei boschi di faggio, di castagno o di rovere. A patto di essere equipaggiati a dovere, anche l’inverno offre suggestive e panoramiche passeggiate ben esposte al sole, al contrario dell’estate che risulta troppo affollata e calda per stimolare il desiderio di girovagare per i nostri monti.
Rispetto a tutti gli altri rilievi di questa porzione di Appennino, il monte Tobbio spicca per la grande visibilità (dalla pianura antistante),dovuta ai suoi versanti spogli e particolarmente scoscesi. Sulla cima vi è una chiesetta edificata nel 1897 e dedicata a Nostra Signora di Caravaggio. Dalla sua cima si possono scorgere sia il golfo di Genova, distante soli 18 km in linea d’aria, che le colline della Langa e del Monferrato che vaste porzioni dell’arco alpino e, in giornate di eccezionale visibilità, la Corsica. “Fin da Alessandria si sente il mare” cantava Ivano Fossati, ecco, di qui, si vede anche.







